Terra Domani - Cabaret: che faccio, monto su?

Un tempo al cabaret venivano presentati gli argomenti di attualità politica misti ad una buona dose di satira o, perlomeno, ironia e più o meno qualcosa si riusciva a capire. Oggi, nel mondo dei media, ci ritroviamo con una grande confusione: miliardi di informazioni, senza capire nulla. Carta stampata, televisioni, radio, opinionisti, editorialisti si danno da fare in tutti i modi possibili ed immaginabili più che altro per fare audience, piuttosto che per fornire un’informazione. 

Poco fa al TG, ad esempio, una compunta giornalista televisiva in tenuta da lacrima facile, riportando il fatto dell’alluvione a Pescara, riferiva: come sapete una signora è morta intrappolata nella sua auto in un sottopasso... Sapete? Gentile Signora, ma non è lei che dovrebbe informare? Le pare che non sapessi della signora morta? Però, se sapessi già tutto prima, avrei già preso il 6 al Superenalotto ed ora non sarei qua.


A Roma, città eterna, intanto dicono metti l’IMU, togli l’IMU, metti quello, togli questo e si inventano, pure, una serie di sigle da siluro della Seconda Guerra Mondiale. Recita politica sullo stile del “dai la cera, togli la cera” celebre scena del film Karate Kid? Tra un morto e l’altro, un’alluvione e l’altra, i piccoli che chiudono, la disoccupazione che aumenta, e tutto l'ambaradan, la politica nostrana si preoccupa, oltre che di togliere dalle tasche quello che già non c’è (i soldi), di complicare la vita ai disgraziati di turno con scadenze su scadenze, e confusione su confusione. 

Meno male che c’è la ripresa, tutti "magnano" e bevono, e si divertono al cabaret!

Se pure cado giù, rimonto su. Ma che Lor Signori ci facciano il piacere, almeno osservino un rispettoso silenzio.

Un po' di cabaret?

Dario Calligaro

Terra Domani - Politica: un sistema perverso?

La Politica, questa sconosciuta, in teoria dovrebbe occuparsi di risolvere i problemi dei più. Terra a terra, esemplificando, se oggi devo pagare mille euro di bollette e ho grosse difficoltà a reperire la liquidità, la politica dovrebbe fare in modo, prima, di permettermi di riuscire a pagare poi, possibilmente, di pagare di meno. Già da ora se si riuscisse a far fronte a tutte le scadenze, al posto di fare una scelta (pago uno o pago l’altro), sarebbe un bel passo avanti e potrebbe rappresentare una speranza per il futuro del nostro Paese. In sintesi, la Politica, dovrebbe portare ad una sorta di equità sociale permettendo, in generale, di condurre un’esistenza dignitosa coi frutti del proprio lavoro.

In realtà, a naso, si ha la sensazione che la Politica si adegui al potere perverso e ai voleri della grande finanza mondiale. Un potere diabolico che al posto di mettere per prima la persona, preferisce il puro profitto, alla faccia dell’equità sociale per i molti. 

La tanto decantata “globalizzazzione” che ha prodotto? Un sistema perverso nel quale l’intera ricchezza mondiale è di fatto concentrata nelle mani di pochi “banchieri” che si arrogano il diritto, nel nome del puro profitto e nel pieno disprezzo della vita umana altrui, di stabilire chi deve vivere, e chi deve morire. Per fare un esempio: oggi voglio guadagnare qualche miliardo in più, riduco la produzione mondiale di grano di un terzo e ne triplico il prezzo fregandomi totalmente se nel frattempo qualcuno ci lascia la pelle perché non riesce a sopravvivere. La cronaca riporta spesso fatti di suicidi da disperazione o altro. Lo vediamo tutti i giorni sia con la costante chiusura in media di 200 piccoli imprenditori, sia con la costante cessione delle nostre imprese nazionali agli stranieri. Nel frattempo i banchieri nostrani, alquanto restii a concedere i finanziamenti che ridarebbero una probabile speranza all’economia nazionale, continuano ad ingrassarsi e a vivere nella crassa crapula, mentre qualche imprenditore disperato preferisce tirarsi un colpo in testa perché non riesce più ad andare avanti e giunge alla conclusione che la vita non valga più la pena di essere vissuta. A livello di ipocrisia, potrebbe pure succedere che i banchieri nostrani, dopo aver ipoteticamente negato il finanziamento all'aspirante suicida, poi versino lacrime di coccodrillo apprendendo che la raccomandata AR inviata dal loro servo di turno ha prodotto un nuovo cadavere.


Niente di nuovo sul fronte occidentale, rientra tutto nella statistica delle perdite accettabili. 

Le tipicità locali e le tradizioni nazionali sono state annientate nel nome della globalizzazzione. Il sistema capitalista occidentale messo in piedi da questi signori banchieri, sempre più grassi, non potrà reggere ancora per molto e imploderà su sé stesso. Nel frattempo, mentre la Politica a Roma blatera sulla ripresa, le nostre tasche sono vuote e all’orizzonte non si intravedono segni positivi.

In un ipotetico ordine futuro mondiale non ci potrà essere alcuno spazio per questi perversi banchieri che come la malerba contaminano tutta la nostra società e, probabilmente, le politiche degli stati nazionali. Perversi banchieri che richiamano alla mente il personaggio di Napoleon nel noto romanzo “La fattoria degli animali” di Orwell.

I “pochi che hanno molto”, mangiano, bevono, e vivono nella crassa crapula, i “molti che hanno poco” continuano a tirare la cinghia senza vedere luci nel buio del loro futuro. La ripresa con oltre il 41% di disoccupazione giovanile e tutto il resto? Appare piuttosto lontana. E’ più probabile che arrivi per prima la Parusia, al posto della tanto propagandata ripresa.

Dario Calligaro

Terra Domani - Fin che la barca va?

Mentre il nostro Paese sta affondando sempre di più, e tanti parlano impropriamente di rivoluzione confondendola con quella che un momento passeggero di rabbia popolare, a Roma continuano a giocare con la decadenza. Man dritta e man storta. Si discute a più non posso sulla decadenza da Senatore del Cavaliere, scommettendo se ci sarà un ulteriore rinvio o meno. Nel contempo si vede quale possa essere l’appoggio al Governo Letta in generale, e in particolare sulla cosiddetta legge di stabilità. Stabilità che a naso pare sia tutto fuorché una “stabilità” o, perlomeno, una speranza per il futuro di tutti noi comuni mortali.

Decadenza: Voto o non voto? Il Paese è in una fase delicata, eppure chi ha ricevuto la delega dalle urne elettorali pare si occupi di altro, anziché cercare di migliore almeno di un po’ la situazione generale, e in particolare la situazione dei “molti che hanno poco”. E’ una situazione grottesca con un continuo buttare fumo negli occhi. Le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, le aziende continuano a chiudere, le tredicesime per molti, almeno dalle previsioni, forse non ci saranno per mancanza di liquidità, i consumi calano e cala pure il PIL. Quale sarà lo scenario futuro? Si ha la sensazione che nulla di buono possa arrivare dai densi nuvolosi neri che appaiono all’orizzonte cupo e desolato.


Eppure la politica pare abbia altre priorità. Pare si occupi di tutto, fuorché di ciò che serve a noi comuni mortali. Il Governo del “tutti assieme appassionatamente” sarà legato, nonostante si faccia di tutto per negarlo, al voto di decadenza del Cavaliere? Ora, come ora, ci siamo immersi fino alla testa ed un pezzo più su, che ci cambierebbe se casca il Governo o al Cavaliere prorogano il voto di decadenza? Nulla! Avremmo sempre le stesse bollette da pagare e l’oramai diffusa difficoltà ad arrivare a fine mese.

Ad aggravare la situazione ci si mette pure il meteo con la tragedia dell’alluvione in Sardegna. Le solite lacrime di Stato, ben riprese con lo zoom dalle telecamere per i vari TG, ma in concreto si può presumere che ci sarà la trafila alla quale abbiamo assistito in occasione di precedenti calamità naturali.

Siamo ben messi, e domani è un altro giorno oramai non funziona più!

Terra Domani FVG
Dario Calligaro