Una testimonianza dell'oppressione fiscale

Sono nato negli anni sessanta a Zagnanado, una piccola cittadina di tremila abitanti nel Benin centrale. Era uno dei luoghi più poveri del paese. I miei genitori, sebbene analfabeti, attribuivano un immenso valore all’istruzione, e avevano a questo proposito alte ambizioni per i loro figli.

Mio padre riuscì a trovare un buon terreno a quindici chilometri dal villaggio. Costruì un rifugio in una grotta per immagazzinare le messi, e durante il periodo della mietitura si fermava al campo. La mietitura lo occupava per intere settimane, durante le quali restava lontano da tutti, e senza poter comunicare. Un uomo di grandissimo coraggio, che di notte dormiva nella grotta, circondato da serpenti e scimmie. Chiedeva ai suoi figli di raggiungerlo solo durante il fine settimana per portare via parte del raccolto, che veniva venduto per acquistare libri, matite e quaderni per i loro studi. Integrava il suo reddito occupandosi del bucato di un funzionario governativo locale, eppure spesso doveva chiedere dei prestiti per garantire ai propri figli le risorse per gli spostamenti e per il materiale necessario per la scuola.


Un anno a mio padre fu chiesto di pagare tasse che ammontavano al 90% delle sue entrate, un livello di tassazione ovviamente impossibile da sopportare per chiunque, ma specialmente per lui, considerata la sua età. A quel tempo era già piuttosto anziano, e troppo malato per lavorare. I funzionari si presentarono a casa nostra in piena notte, lo svegliarono, lo arrestarono e lo costrinsero a sfilare per tutta Zagnanado autodenunciandosi, dicendo: “Sono un delinquente irresponsabile, non ho pagato le tasse. Ho fatto una cosa terribile. Non ho fatto il mio dovere. Sono stupido e meschino e non ho pagato le tasse”.

E a subire tutto ciò fu il più gentile, dolce e generoso uomo che abbia mai conosciuto. Questo è stato il trattamento riservato a quell’uomo coraggioso che viveva da solo in una grotta per settimane per poter mantenere i propri figli. Quando accadde pensai: no, non può essere vero. E fu allora, quando vidi mio padre subire tali umiliazioni, che decisi di darmi da fare per cambiare le cose nel mio paese.

Leonard Wantchekon, Professore della New York University

Das Cabinet des Dr. Caligari: lo strano caso del gruppo pubblico social tricesimano

Personaggi:
  • Fan Alcalde Femmina: utentessa;
  • Fan Alcalde Maschio: utente;
  • Super Fan Alcalde Maschio (tipo slap slap): ultra utente;
  • Lurker: osservatore (non romano).

Recentemente ho scritto una roba sull'attuale situazione del Borgo Sant'Antonio a Tricesimo, considerato dagli autoctoni una specie di Via Montenapoleone milanese, che con i canoni di un articolo di cronaca riporta lo stato di fatto del borgo stesso (tipo Welcome to Desperation) che nessuno, neppure l'Alcalde, ha contestato. O meglio nessuno, sia sul mio profilo dove l'ho scritto, che su un gruppo pubblico locale fb dove è stato condiviso da una sinistra mano di una piccola borgata, ha commentato che così non sia.

Normalmente quando scrivi una roba di cronaca (racconti com'è la situazione), ti aspetti che qualcuno contesti, e ti dica che così non è, corredato dal solito Hard Haid Moe che fa tanto radical chic. A Tricesimo, invece, il primo commento dice: "Fan Alcalde Femmina: Le critiche vanno accompagnate da una proposta. Cosa si propone in merito all'argomento??" (Notare il doppio punto di domanda in quanto uno solo secondo l'autrice probabilmente era insufficiente). In un articolo di cronaca si riporta la situazione di fatto con una considerazione e/o domanda finale, e non ci sono critiche o proposte da parte dell'autore. Per quale motivo la cronista locale, ad esempio, del Messaggero Veneto, quando riporta dei fatti dovrebbe oltre a criticare anche fare proposte? Mica spetta a chi scrive.

A dar man forte arriva Fan Alcalde Maschio con "La situazione era tale anche con la precedente amministrazione. [omissis]. Ha ragione la Signora [omissis] (Fan Alcalde Femmina), è facile solo criticare e scappare dalle responsabilità di proporre soluzioni. [omissis]". Che c'entra quello che ho scritto con la precedente o attuale amministrazione? E perché dovrei proporre soluzioni? E da quale "responsabilità" starei scappando? 


Super Fan Alcalde Maschio dice: "Ora ho letto chi ha firmato l'articolo... ho buttato via 3 secondi della mia vita in una cosa inutile...". Un contributo ad alto contenuto cul_turale. Presa la carta alle Frattocchie dopo aver portato il salame alla maestra?

Interessante l'enfatico intervento del Sindaco che, dopo aver citato Thomas Eliot, riporta la "volontà dell’Amministrazione comunale di operare per tentare tutto il possibile per rivitalizzare il borgo", indicando una serie di fattibili cose da fare nel merito. Leggendo tale intervento a me è apparsa in mente la scena di Independence Day (il primo, in quanto il secondo è una ciofeca), dove "The President of The United States" (ex pilota di caccia), fa il mitico discorso prima della battaglia contro gli invasori alieni

Il post l'avevo scritto per il mio profilo fb, successivamente è stato riportato sul blog, e su una rivista online. Dalle statistiche si è rilevato, dopo la condivisione sul locale gruppo fb, un aumento delle visualizzazioni pur in mancanza di commenti. Un sentito ringraziamento alla "sinistra mano borgatara" che l'ha condiviso, e ai lurkatori che leggono, ma che per timore di infastidire l'amministrazione non intervengono. Tra l'altro chi ha commentato, l'articolo se l'è sorbito tutto in quanto la vicenda del topo razzo è citata quasi alla fine, ed essendo stato condiviso dalla rivista online, che riporta il link della fonte originale al blog, i lurkatori sono andati pure a curiosare sul blog (portando accessi).

Saluti
Mstatus

PNC News | Consigli di Lettura - 03/11/2019

Immagine da qui: Link

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