Terra Domani: Riflessioni sparse sulla corruzione.

In questi giorni si fa un gran parlare del fenomeno della corruzione in merito all’inchiesta romana denominata Mafia Capitale che coinvolge, a quanto pare, una buona parte dei partiti e movimenti politici. Stiamo, pertanto, assistendo ad una specie di gioco dove uno dice all’altro tu hai rubato, io no, e l’altro dice sei tu che hai rubato e io no. Il problema però resta, e cambia poco sul più o meno in quanto le “lire” più di qualcuno se l’è intascate alle spalle di tanti disgraziati. 

La corruzione e collaterali è un fenomeno che esiste dai tempi biblici, per cui, nonostante norme severe e quant’altro, probabilmente, continuerà ad esistere. Si tratta di trovare una qualche soluzione per limitarne i danni che comporta sulla civile esistenza sociale. Va da sé che qualcuno corrompendo per ottenere illeciti benefici personali toglie risorse mettendosele in tasca, poi ne scontiamo socialmente le conseguenze in tutti in quanto le stesse risorse potenziali risultano ridotte 

Come fare per limitare i danni? Una prima domanda che dovremmo porci è come vogliamo che il sistema politico sia portato avanti, visto che la democrazia diretta è di fatto impraticabile (ci sarebbero almeno 60 milioni di opinioni diverse senza giungere a qualcosa di concreto). Riteniamo che la politica vada portata avanti col sistema dei partiti, oppure con un sistema di rappresentanti eletti con l’indispensabile sostegno delle varie lobby, e confederazioni varie? Ovvio che l’eletto tramite il sostegno di una lobby tendenzialmente anteporrà gli interessi di quella lobby, rispetto all’interesse generale della Nazione che teoricamente rappresenta un partito, pur con tutti i suoi difetti 


Dai fatti che si apprendono dalla cronaca, il sistema dei partiti va senz’altro rivisto e aggiornato, ma rappresenta la via più idonea per la gestione della politica rispetto a quelli che potrebbero essere dei rappresentanti eletti in nome e per conto dei vari gruppi di potere, lobby, ecc. Che poi ci sia un bipolarismo, o un insieme di più partiti è un’altra storia. E’ pertanto indispensabile che i partiti esercitino al proprio interno ferreo un controllo sui loro eletti e sull’operato degli stessi, a partire dalle scelte amministrative che vengono fatte dagli eletti stessi. E’ possibile che all’interno dei partiti coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale nessuno dei vari direttivi di partito locale si sia alzato e abbia chiesto chiarimenti? Dando, ovviamente, per scontato che siano i direttivi dei partiti a stabilire le varie scelte amministrative degli Enti che gestiscono. Oppure l’eletto può fare quello che gli pare al di fuori della linea politica del partito, e senza rendere conto al partito stesso? Mi ricordo che diversi anni fa quando si amministrava qualche Comune, anche piccolo, ogni decisione presa dalla Giunta o dal Consiglio Comunale veniva prima discussa in direttivo, e si stabiliva la linea alla quale dovevano attenersi gli eletti. In sostanza se c’era una spesa da fare veniva visto se era necessaria, perché tale spesa ammontava a tot lire, e se c’era il sentore che non fosse "consona" qualcuno chiedeva spiegazioni, e se del caso invitava l’eletto a rivedere il tutto e a ripresentarsi. Sostanzialmente una corretta amministrazione pubblica dipende da quel “buon senso del padre di famiglia” che a quanto pare, ora, è piuttosto lasciato da parte, e spesso dimenticato. E quel “buon senso” deve essere spontaneo. Va da sé che i partiti devono vedere chi candidano, evitando di proporre personaggi spesso improponibili al solo scopo di ottenere voti, e che poi producono più danni che benefici. Ed è altrettanto necessario che gli eletti rappresentino il partito nel quale sono stati eletti, evitando il “senza vincolo di mandato” previsto dalla Costituzione, e qualora non siano più d’accordo con la linea politica del partito si dimettano lasciando il posto al primo dei non eletti. 

Premesso ciò, la responsabilità penale è personale, per cui chi si è fatto corrompere e i corruttori verranno giudicati dalla Magistratura con i relativi tempi biblici. In sostanza o si ripristina quel "buon senso del padre di famiglia” già a monte (interno dei partiti), oppure la Magistratura dovrà occuparsi spesso e volentieri della corruzione ed effetti collaterali.

Dario Calligaro

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